Samain (1° Novembre), Capodanno Celtico – coincideva con Levata eliaca di Antares (Alpha Scorpii) era la ricorrenza principale del mondo celtico, autentica festa di capodanno. Fine dell’estate e inizio di un nuovo anno col suo ciclo di stagioni, essa era la festa sacra per eccellenza.

È in questa notte che accadono quasi tutti gli eventi epici o leggendari, di rilievo, narrati nelle ballate originali pervenute sino a noi. In irlandese moderno il mese di novembre ha conservato il nome di Samhuin.

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Samain è la festa obbligatoria per tutte le classi sociali, la notte in cui le porte dell’Altromondo si schiudono permettendo il transito tra i due piani della realtà e in cui le cose più fantastiche possono avvenire. La legge antico-irlandese prevedeva che la festa iniziasse tre giorni prima e finisse tre giorni dopo la notte che precede il 1° Novembre (Libro dei Diritti). Si tratta di una festa di tregua, poiché i Druidi sono presenti come garanti e alcuna lite né violenza vengono tollerate. Presso i Galli continentali durava tre notti ed era detta Trinox Samonis, la Festività inizia verso le sei di sera del 31 ottobre e finisce al tramonto del 3 novembre.

In verità per i Celti questo, prima che una occasione di festa tribale, era un evento sacro, in cui tutte le realtà si compenetravano e il Mondo degli Dèi e quello degli Eroi aprivano le loro porte al Tempo e al Mondo degli uomini. Un’occasione di gioia e di banchetti, ma anche un momento di riflessione e di scoperta

Di fatto, a Samain, il tempo umano viene sospeso dall’intervento del Sacro ed è questo che rende possibile l’intrusione del fantastico nel reale. Ai nostri giorni la tradizione sopravvive, scissa in due delle sue componenti. In campo religioso, con il culto dei morti, riaffiora la memoria dell’apertura delle porte dell’aldilà; mentre in campo laico, con i festeggiamenti di Halloween, sopravvive il ricordo della festa, degli aspetti più goliardici e fantastici della ricorrenza. La giovane Chiesa Cristiana ha poi sovrapposto al tradizionale culto degli Antenati la festa di Ognissanti per incanalare la devozione verso i soli progenitori Cristiani, cercando di eclissare il ricordo di Eroi e divinità dei millenni precedenti.

(da "Meditazioni Druidiche nel Tempo Sacro" L.A.Silcan - Keltia Editrice)

11 Luna dal 19 Ottobre al 17 Novembre 2017
La Luna del Lupo

Meditazioni Druidiche

Lupo Forza, libertà, indipendenza, autonomia, sicurezza in se stessi sono le doti positive che questo simbolo esalta, ma contemporaneamente esso possiede un lato tenebroso che rievoca ferocia ed indifferenza verso il pericolo. Il Lupo richiama alla mente l’immagine di un carattere indomito, tenace; uno spirito al contempo solitario autonomo ma solidale col branco, il clan, la tribù sociale di appartenenza. Pronto a trasgredire leggi e convenzioni sociali pur di rispettare la propria “Legge Interiore”.

Animale di Potere, Guida ctonia nei viaggi spirituali, il Lupo diviene dunque emblema di lealtà, capacità di amare e di proteggere i nostri cari, è un simbolo lunare in quanto antico messaggero della Dea. Compagno ideale nelle meditazioni VITRIOL dell’Alchimista spirituale e del Magister, ermetico, esoterista esperto, che intraprende con lui i suoi viaggi nei “Mondi dai Mille Colori”.

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Anche sotto il vento più gelido e nubi oscure, basta il solo ricordo del sorriso di un fratello per lacerare le tenebre e riscaldare il cuore e nello spegnersi della Luna del Lupo ricorda che alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.

(da "Meditazioni Druidiche nel Tempo Sacro" L.A.Silcan - Keltia Editrice)

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Feste Lunari e Feste Solari

Nella socetà celtica dei nostri Antenati, l'Anno delle Stagioni agricole e sociali si sovrapponeva inesticabilmente al Tempo Sacro degli Dèi, delle Forze della Natura, della Gran Madre e dei Rituali Spirituali della tradizione Druidica. Il sacro deve permeare e guidare il quotidiano.

Il Calendario celtico si articolava cosi su due suddivisioni di funzione: tempo sacro e festività e sociali; e due partizioni astronomiche: il calendario solare e il calendario lunare, ciascuno dei quali suddivide l'anno in quattro parti principali, a loro volta poi suddivise in mesi (piante sacre per i mesi solari e animali simbolici per i mesi lunari.

Feste principali: lunari Samain (notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre) e Beltane (notte tra il 30 Aprile e il 1° Maggio), a circa 45 giorni di distanza, seguono rispettivamente le due feste solari: Solstizio di Inverno Alban Arthuan(la Luce di Artù) il 21 Dicembre; e il Solstizio d’Estate Alban Heruin (“La Luce della Spiaggia”) il 21 Giugno. 

Feste minori: lunariImbolc (notte tra il 31 gennaio e il 1° Febbraio) e Lugnasad (notte tra il 31 Luglio e il 1° Agosto), seguivano le due festività solari dell’Equinozio di Primavera Alban Eiler(“Luce della Terra”), il 21 Marzo) e dell’Equinozio d’Autunno Alban Elued (la Luce dell'Acqua)il 21 Settembre). 

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Alban Elued (Luce dell'Acqua) - Equinozio d'Autunno 22 settembre 2017 ore 20,02

Un mese e mezzo dopo Lugnashad, si festeggia Alban Elued (“Luce dell'Acqua” o "Acque Lucenti"), nota nel nord germanico come Mabon, è l'Equinozio d'Autunno, celebrato tra il 21 e il 23 Settembre, essa festeggia il momento sacro dell'equilibrio tra Luce e Oscurità.

Presso i Celti l’Equinozio d’Autunno veniva chiamato nan tràth o Kedez, per alcuni autori moderni Alban Elued (acqua lucente). Così come Lughnasadh (la notte che precede il 15 agosto) aveva rappresentato la Festa dell'Estate e l'inizio dei raccolti, nan tràth rappresentava l'ultima Festa dei Raccolti, il momento in cui si raccoglievano gli ultimi foraggi e ci si preparava ai mesi neri. In quest'occasione le tribù si riunivano per un banchetto di ringraziamento agli Dèi del territorio e al Dio della Luce (Lug, Belenos, o altri a seconda delle regioni).

Con l’Equinozio d’Autunno finisce l'Estate e, raggiunto l'equilibrio tra luce e tenebre, inizia l'Autunno con l'accorciarsi progressivo delle ore del giorno a favore di quelle della notte. Comincia in questo periodo la ciclica morte annuale della Natura e con essa il risveglio delle forze interiori che proprio nel giorno dell'Equinozio si equilibrano anche esse con quelle esteriori. In questo giorno si ha dunque l'inversione di polarità nella manifestazione delle forze divine. Se nell'Estate si era manifestato il potere luminoso degli Dèi, della luce, del sole; dopo l'Equinozio al trionfare del giorno inizia a prevalere la notte, l'inconscio, la libera volontà dell'uomo.

Alban Elued è uno dei due momenti dell'anno in cui notte e giorno sono uguali. Questo equilibrio tra luce e buio è raro in natura e quindi  era considerato un potente momento per i rituali magici dei Druidi.

(da "Meditazioni Druidiche nel Tempo Sacro" L.A.Silcan - Keltia Editrice)

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