IL MONDO DI TOLKIEN NEGLI EXLIBRIS
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Artisti di tutto il mondo e professionisti dell'Exlibris, raccolti in un appassionato omaggio in occasione del centenario dalla nascita del famoso creatore della "Terra di Mezzo". Preceduto da un'esauriente introduzione di Roberto Genovesi sulla Letteratura del Fantastico e sull'opera di Tolkien, e da un escursus di Remo Palmirani sulla storia ed evoluzione degli exlibris, il volume raccoglie oltre un centinaio di exlibris realizzati appositamente per commemorare i cento anni dalla nascita di J.R.R. Tolkien da Artisti di tutto il mondo.
Libro interessantissimo sia per tutti i lettori delle opere di Tolkien, sia per i collezionisti di exlibris e gli appassionati di arte e grafica in genere. Dalla PREFAZIONE di Roberto Genovesi
TOLKIEN: UNO HOBBIT A OXFORD
"Non c'è nulla di misterioso nell'entità del successo toccato da mio padre. Il suo genio non ha fatto che rispondere all'invocazione di persone di ogni età e carattere, stanche e nauseate dalla bruttezza, dall'instabilità, dai valori d'accatto, dalle filosofie spicciole che sono state spacciate lo-ro come tristi sostituti della bellezza, del senso del mistero, dell'esaltazione, dell'avventura, dell'e-roismo e della gioia". Questo è probabilmente uno dei giudizi più iucidi mai espressi in tanti anni e libri di saggistica sull'indirizzo artistico e filosofico dell'opera di John R.R. Tolkien. Non stupi-sce affatto che venga dal figlio Michael che con Christopher ha avuto la fortuna di vivere anche le ore più banali della vita del più grande scrittore di fantasy dell'era moderna. Ore in cui Tolkien riparava le stie, rigovernava le galline, curava il giardino e andava in bicicletta alla stazione o al college. La figura di Tolkien che emerge dalla biografia, dalle lettere come dalle testimonianze di parenti e amici è dunque quella di un rebel on paper, un uomo a disagio nella realtà quotidiana che cerca rifugio nelle proprie creazioni. Prova ne sia l'aneddoto ormai celebre e noto anche al pubblico italiano perché riportate nelle lettere tradotte da Rusconi, secondo il quale Tolkien avrebbe ideato e perfezionato i primi tasselli del ciclo del Signore degli Anelli in trincea tra lo scoppio delle granate e i fischi dei proiettili nemici sulla testa. Tolkien uomo lontano dal suo tempo. Un uomo costretto ad evadere la pratica della vita ma intimamente guidato da coordinate ben diverse e proiettate in un'altra e più alta dimensione: quel-la dei valori assoluti. Un uomo dunque non in ritardo rispetto al suo tempo ma molto più proba-bilmente anticipatore e&emdash;in un momento in cui i valori della tradizione sembrano controcorrente &emdash;decisamente trasgressore. Dalla INTRODUZIONE di Remo Palmirani
Non c'è dubbio che l'ex libris oggi sia da molti ancora visto come un mondo a parte, quasi una galassia remota popolata da abitanti originali e un po' antiquati, sparsi ovunque sulla superficie della terra, ma comunque poco numerosi. Un'idea dura a morire, che per troppo tempo è stata alimentata dal compiaciuto avallo di alcuni addetti ai lavori e che non ha portato che danni a questo affascinante tipo di arte applicata. Una forma d'arte che sa coniugare il piacere della grafica con l'amore per il libro, un collezionismo al quale si richiedono conoscenze non solo di storia dell'arte, ma anche di storia del costume. Gli approcci all'ex libris possono essere vari e quindi ogni collezionista o amatore potrà privilegiare quell'aspetto che gli è più congeniale È certo comunque che negli ultimi anni anche in Italia l'attenzione per questi foglietti, ormai con una storia pluricentenaria, è andata crescendo velocemente, così che articoli su quotidiani e riviste a grande tiratura, pubblicazioni specializzate, libri sull'argomento, sono diventati abbastanza frequenti. Artefice di questo interesse rinnovato è stato un piccolo, ma agguerrito gruppo di collezionisti e di bibliofili, che ha ridato vigore a un genere artistico per lungo tempo quasi dimenticato. Infatti, cosi come d'altra parte è accaduto in quasi tutte le nazioni europee, rispetto alle quali però i nostri studi exlibristici erano fino a ieri di gran lunga meno importanti, sono sempre stati i collezionisti a tenere viva l'attenzione per gli ex libris. Considerati solitamente alla stregua di una "grafica minore" e perfino di una "non grafica" dai mercanti d'arte, non apprezzati se non molto marginalmente dai librai, snobbati dai critici d'arte (che d'altra parte sanno essere brillanti e sagaci scopritori di talenti o creatori di "mode", soprattutto quando presagiscono e fiutano il ricco mercato), i collezionisti, pur con tutti i loro limiti e le loro nevrosi, sono stati a lungo gli unici a ricercarli, a studiarli, a collezionarli, hI una parola: a fare dell'exlibrismo. Non tutti sanno che la nascita dell'ex libris moderno coincide con la comparsa di quel movimento artistico, sorto soprattutto come reazione al neogotico e al neorinascimentale, che pur con caratteristiche tutt'altro che unitarie, viene generalmente identificato con i termini, intercambiabili, di Art Nouveau o Liberty. |