Peter Pan
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Amori conosciuti, sofferti, interrotti, finiti per sempre. Non c’è traccia di lieti fini in questi racconti, in queste poesie. Né potrebbero esserci. Infatti se tutto s’accomoda su binari tradizionalistici, di norma all’amore subentra l’affetto, pur grande, che è cosa dolcissima ma è cosa diversa. Gli affetti riempiono il cuore di quotidiano, felice sentire. Gli amori si formalizzano attorno a una sola entità. Potrebbe essere il primo, nostalgicamente richiamato, evocato su ali spesso ingannevoli. Potrebbe essere l’ultimo, così graffiante nella gioia-sofferenza che diede, che dà. Più verosimilmente è l’unico, filtrato dall’esperienza, fattosi consuntivo di ciò che gli si chiese, che offrì. Pensandoci, l’amore viene appunto offerto. Non si dà quello che s’ignora venga o meno accettato, raccolto, ricambiato. Lo si offre con verginale trepidazione. E può accadere che simultanea sia l’immissione della corrente d’alta tensione nei sentimenti fusi senza corto circuito che, talmente violenti essi sono, li spegnerebbe gettandoli nel buio. (…) |