Tanti i volti, tanti i destini, tante le storie che si ritrovano nella “pieghe del tempo”. Personaggi che rappresentano, ognuno a modo proprio e con le proprie sfumature, il “passaggio”, il momento dell’attraversamento che vive ogni uomo. Ludovico, Lucrezia, Saibal, Alberto, Luca, Renato, Laura e tutti gli altri che si affacciano nei racconti de “Nelle pieghe del tempo” hanno tutti una loro vita, spesso apparentemente normale, ma per ognuno c’è il proprio segreto. Un segreto che nasce all’apertura della propria “porta”, che si apre all’improvviso e rivela al lettore la vera personalità dei tanti personaggi, la loro identità segreta, il loro mistero. La loro verità. E per ognuno la propria morale, che è diversa e sfaccettata per ognuno, ma che si può riassumere in una frase che l’autore ci propone sin dal primo racconto, “nella vita è necessario essere possibilisti e non bisogna mai disperare”. Perché ognuno ha la propria missione, perché ogni essere umano è un pezzo del grande mosaico che è la vita, intesa nell’accezione più vasta del termine. Perché ad ognuno è già stata destinata la propria occasione, la possibilità di fare qualcosa di diverso che possa cambiare il proprio tracciato. Non tutti hanno il coraggio e la sensibilità di aprire la propria porta.
Sandra Bovo
Considerando che i problemi della terra e dell’ambiente sono legati in maniera assolutamente fondamentale con quelli dell’uomo - che nell’ambiente ci deve vivere - ecco che attraverso un ideale trait d’union si attua un collegamento tra l’ambiente, l’uomo, la sua spiritualità e il legame con le divinità che lo dovrebbero vegliare e consigliare. In effetti, visto che non è poi cosi errato sostenere che il divino e l’umano convivono in perenne conflitto nell’animo dell’Uomo, si arriva in questo modo a considerare il problema della religione. Certamente, in questo modesto ambito, considerando l’importante questione in maniera quasi scherzosa e senza pretese, si procede sulla strada della completezza dottrinale e filosofica senza quella profondità spirituale che il tema richiederebbe, ma in talune occasioni - e questa è una di quelle - anche temi di fondamentale importanza come questo possono essere accompa-gnati da una certa leggerezza. Sicuramente, ognuno di noi si è posto almeno una volta nella vita il problema fondamentale, ovvero la questione sull’esistenza di Dio. Poi, qualcuno ha rinunciato a darsi una risposta considerata la complessità del problema e si è avviato verso un’esistenza contraddistinta dall’ateismo. Qualcun altro ha cessato di pensarci, consegnando molto semplicemente e prosaicamente la sua anima nelle braccia della fede e cessando di farsi domande alle quali non avrebbe trovato risposta.
Walter Sandri