Antiche Gemme e Pietre Preziose

Uso rituale e terapeutico delle Gemme

Da “L’Antico Libro delle Gemme”

Prefazione

di Gino Steiner Strippoli

LA VITA LUNGO LA VIA DELLE GEMME

In una fitta notte senza tempo e senza rumori un lampo squarciò quel cielo al di là delle nuvole dove sedevano Deucalione e Pirra, sopravvissuti al Diluvio Universale. I due amanti presero due gemme di cristallo e se le tirarono dietro le spalle e diedero vita a una nuova razza umana. Linfa vitale furono quei cristalli che diedero inizio al nuovo mondo. Quando caddero fecondarono quella terra senza respiro e le diedero il sangue pulsante degli dei e gli esseri presero vita.

Storie e leggende di pietre e cristalli si intersecano tra passato e presente con tutto l’alone di mistero che ha sempre circondato la storia dell’uomo e della terra attraverso la credenza della magia. D’altronde non è forse vero che le pietre sono il simbolo della vita sulla terra? Quando il Big Bang “tuonò” nella sua esplosione, i cristalli come gli altri minerali si formarono, sviluppati dall’enorme ondata di energia creativa che generò dentro le pietre la cosiddetta energia elevata.

Come non ricordare un’antica cerimonia celtica che si svolgeva all’interno di un cerchio di pietre? Per i Celti le pietre rappresentavano l’incarnazione della Madre Terra e possedevano un grande potere. Non sono forse state adorate e venerate le pietre cadute dal cielo? Questi aeroliti considerati pietre parlanti sono stati usati come veri strumenti dagli oracoli.

La gemma e principalmente il cristallo, proprio per la loro stabilità e incorruttibilità, non solo nel passato ma ancora nel presente simboleggiano la forza della natura, la potenza del dio, la forza della terra. Molte sono le leggende di uomini che nascono dalle pietre. Così come molti sono gli antichi manoscritti che hanno “nascosto” per secoli le scritture sulle pietre terapeutiche. Il primordiale papiro detto “Papyrus Ebers” del 1500 a.C. riportato alla luce inebriò lo scopritore nella lettura di numerosi preparati a base di pietre preziose triturate o usate anche come monili magici. Altri riferimenti sulle proprietà curative e sui poteri delle gemme sono stati ritrovati nei primi trattati di astrologia, scritti in sanscrito e risalenti al 400 a.C. ai tempi di Varaha-Mihita. In India in alcuni testi di ricette antiche si parla di perle polverizzate per farne uso contro le malattie del fegato e curative per le rughe del corpo.

“Quando lo sciamano prese il suo cristallo in mano la forza della natura entrò in lui facendolo viaggiare nel tempo e dentro la potenza della Terra grazie all’energia catalizzante, e allora tutto gli fu possibile. La pietra di luce brillava al cospetto degli esseri con la sua eleganza e la sua potenza universale tanto che tutti si sedettero a contemplarla, ma ella si accorse di essere usata non per fini sani e onesti. Allora si nascose per millenni ai più, si occultò alle guerre e alle tirannie sino a trasmigrare verso altri pianeti. Il ritorno fu dettato dalla forza universale che mal osservava quel pianeta morente …”.

Il Cristallo simbolo di rinascita e della coscienza reintegrata è quella stessa pietra che fu vomitata dal dio Crono e che rappresenta l’ombelico del mondo nella leggenda del piccolo Zeus. Un potere eccelso, unico, come rivelano molteplici scritti. Il potere in quell’energia vivente che molti pensano senza vita ma che invece ha un cuore e un’anima. Un’anima pulsante che si rifà al mito di Atlantide, al mito del Graal e della Coppa ricavata da un enorme smeraldo e al suo esoterismo sino a essere chiave per aprire la porta sull’invisibile. Pietre magiche “raccolte” dai Celti nell’opera alchemica antica, così come il dono lasciatoci nell’Hatmar, il libro della sapienza.

L’Antico Libro delle Gemme apre la mente al potere ultraterreno delle pietre. Colori, luci e forme per trovare l’armonia perduta in una clessidra del tempo.

L’UNIVERSO SCONOSCIUTO DEI CRISTALLI

I cristalli nel mondo antico

Le pietre preziose e i cristalli sono usati al giorno d’oggi soprattutto a scopo ornamentale e conosciuti e apprezzati per il loro aspetto estetico. Poco si conosce invece dei loro poteri energetici e terapeutici, nonostante costituissero un interesse molto diffuso in tempi passati, sino a qualche secolo addietro. Altrettanto sconosciuto è il significato filosofico delle gemme e dei cristalli, riservato di solito a cerchie ristrette di “addetti ai lavori”.

Eppure questi strani prodotti della natura hanno sempre suscitato nell’uomo un interesse che va ben al di là di una semplice curiosità o di una moda. Se ne trovano tracce già all’alba dei tempi nelle più remote culture, e da allora, l’interesse verso le pietre preziose non si è mai interrotto.

Del resto le innumerevoli raccolte e catalogazioni di minerali effettuate su tutto il pianeta, gli scambi fra appassionati ricercatori, il commercio delle gemme dimostrano come queste pietre occupino un posto privilegiato nell’esperienza umana.

Oggi il rapporto con i minerali può essere commerciale, industriale, estetico o di collezionismo. La ricerca scientifica ha indagato sulle loro origini e sul loro possibile utilizzo. Ma l’approccio più interessante con le gemme è quello che si può trovare nelle antiche culture del pianeta e nei rarissimi testi antichi sull’argomento, miracolosamente scampati alla polverizzazione delle culture precristiane nell’alto medioevo.

Le gemme sono depositarie di proprietà sconosciute, da quelle terapeutiche a quelle armonizzanti, e conservano nel tempo un aspetto filosofico che fa di esse il veicolo di un preciso messaggio esoterico che arriva fino a noi dalla notte dei tempi.

Le proprietà sconosciute delle gemme si rivelano anche nell’inspiegabile interesse che riescono a suscitare. La scelta di questa o quella pietra, l’attrazione per l’una o per l’altra a seconda dei periodi della nostra vita, il fascino che esercitano e che induce a spendere a volte ingenti somme per procurarsi la pietra preferita, già questi fatti da soli rivelano un interesse che va oltre un semplice fattore di costume.

La presenza delle gemme nella storia è costante, anche se poco conosciuta, e si manifesta in tutte le culture. Presso gli antichi Egizi ad esempio era d’uso farne amuleti protettivi sia per il transito nella vita terrena sia nell’aldilà; nell’antica Grecia e presso i Romani le gemme erano usate per sortilegi magici non sempre a sfondo benevolo.

Certo è difficile indagare sulle proprietà magiche delle gemme, così come è difficile affermare con certezza che le gemme possano guarire le malattie. Se approfondiamo però la loro storia e la loro genesi non è difficile capire il motivo per cui vengono usate come oggetti potenti in grado di risvegliare forze misteriose.

I cristalli, per loro natura, possono vantare una storia molto più antica, sconosciuta e negata all’uomo. La loro formazione risale in alcuni casi addirittura all’origine del pianeta che li ha generati, e il loro processo evolutivo, per arrivare allo stadio attuale, è della durata di milioni di anni e, nel caso del diamante, di miliardi di anni. In tutto questo tempo i cristalli sono stati testimoni di fenomeni e processi che l’uomo può forse solo intuire, non certo conoscere.

È facile immaginare quindi come questi prodotti di Madre Terra, che si mantengono inalterati nel tempo e sopravvivono all’uomo, possano trasmetterci sensazioni particolari e forse a volte anche inquietanti.

Tratteggiare una storia delle pietre preziose è difficile in quanto i dati provenienti dalla scienza ufficiale sono scarsi e frammentari. Ancora più difficile è rintracciare dati certi sulle proprietà delle pietre nella storia: molto spesso ci si imbatte in leggende, superstizioni e credenze popolari, e a volte è difficile tracciare un confine tra storia e leggenda.

Nel Libro dei Morti egiziano le pietre sono spesso citate in quanto usate come amuleti nelle sepolture. Si parla ad esempio dell'”amuleto dello scettro di papiro”, costituito da uno smeraldo che veniva posto nelle mani del defunto, destinato a conferirgli vigore e nuova giovinezza. L’amuleto dello “Shen” invece era fatto di lapislazzuli e rappresenta l’orbita del Sole, simbolo di eternità. Veniva posto sul corpo del defunto con l’intenzione di dargli una vita che sarebbe durata il tempo che il Sole impiegava a compiere la sua orbita nei cieli.

Anche la Bibbia contiene numerosissimi riferimenti alle gemme. Nelle Profezie di Ezechiele sono citate pietre come lo zaffiro, il crisolito e il diamante. Nell’Apocalisse di Giovanni, per descrivere la magnificenza della Gerusalemme Celeste, è scritto: “… e lo splendore di lei era simile a pietra assai preziosa, come il diaspro cristallino …”. Più oltre: “… il materiale del muro di diaspro, e la città di oro puro, simile a puro cristallo. I basamenti del muro della città sono ornati d’ogni sorta di pietre preziose: il primo basamento di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonice, il sesto di sardio, il settimo di crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisoprasio, l’undicesimo di giacinto, e il dodicesimo di ametista. Le dodici porte sono dodici perle: ogni porta fatta di una sola perla. La piazza della città d’oro puro, come cristallo trasparente …” (6,18-21).

Sono citazioni precise che lasciano intravedere un complesso significato esoterico legato alle pietre.

Le rivelazioni di Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) sulle proprietà delle gemme sono forse l’unica testimonianza che la storia ufficiale ci tramanda sulle conoscenze antiche legate ai cristalli. Queste conoscenze, descritte in maniera esauriente e dettagliata, sono contenute nel suo trattato sulla storia naturale e si riferiscono in particolare alle proprietà curative delle pietre, allora normalmente usate a scopo terapeutico per le malattie più diffuse. Conoscenze che Plinio traeva dal suo rapporto con i druidi del tempo.

Se è difficile reperire dati storici sull’argomento, più facile è invece venire a contatto con leggende, tradizioni e usanze popolari attraverso le quali ricostruire un mosaico di conoscenze legate alle gemme.

Attingendo dal grande bagaglio di conoscenze dei Popoli naturali ci si rivela un’altra storia, in cui le gemme e i cristalli hanno un posto di rilievo e sono tuttora presenti nelle cerimonie, nella terapeutica, nella divinazione e nel simbolismo.

Il cristallo di rocca è usato dai Nativi americani e dagli Aborigeni australiani per le cerimonie sacre e per le guarigioni. Il turchese è la principale pietra usata dai Nativi americani del sud-ovest, come gli Hopi, gli Apache e i Navajo, i quali conferivano a questa gemma un potere terapeutico e magico, adatta soprattutto per stabilire e mantenere il contatto con il Principio creatore.

L’opale è la pietra più usata dagli Aborigeni australiani, secondo i quali possiede un grande valore spirituale: nel Queensland si dice che l’opale deve la sua colorazione al fatto di essere stato toccato dal Serpente Arcobaleno, la forza vitale creatrice, custode del sapere e dei poteri magici degli sciamani.

Le tradizioni dei Nativi europei sono ricche di riferimenti ai cristalli. Presso i Celti i cristalli di quarzo venivano “caricati” con opportune cerimonie nei luoghi megalitici per essere usati per le guarigioni, per protezioni o riti propiziatori. I druidi usavano i cristalli e le gemme abbinati al potere dei cromlech, i cerchi megalitici, per le loro cerimonie e per trasmettere i poteri e le conoscenze ai loro allievi.

Molto diffuse erano le pietre a forma di ruota forata, un simbolo che ritroviamo presso tutti i Popoli naturali del pianeta.

Gemme e cristalli negli antichi testi druidici

Come già detto, i dati storici riferiti alle pietre e alle loro proprietà sono scarsi e frammentari. Esiste però un antico testo dello sciamanesimo druidico, l’Hatmar, di cui tratteremo in un capitolo a parte, che offre delle garanzie di originalità e di completezza, una vera e propria chiave interpretativa che apre alla comprensione di molti simbolismi di altre tradizioni native. Il testo è denso di significati riferiti alle proprietà dei cristalli.

Possiamo dire che l’analisi delle gemme, questi affascinanti doni di Madre Terra, oltre che fornirci interessanti spunti di ricerca ci pone degli interrogativi inquietanti.

Interrogativi sulle proprietà intrinseche del pianeta che abitiamo, sulle facoltà latenti dell’uomo, sulla sua vera storia e sul modo di rapportarsi all’ambiente. Ambiente che, pur essendoci apparentemente così noto, a un’analisi più approfondita scopriamo esserci sconosciuto.

Questo libro è scaturito proprio da tali interrogativi; l’incontro con testi inestimabili come l’Hatmar è un incoraggiamento a continuare la ricerca.