Alban Heruin – Solstizio d’Estate
(21 Giugno 2026, ore 08,24 UTC (10,24 fuso di Roma) si tratta della più Antica Festa della Luce che cade nel periodo tra il 21 e 22 giugno. In questo giorno si manifesta nel massimo del suo fulgore, giunge un mese e mezzo dopo Beltane, presso i Celti nota anche come Alban Heruin, (“La Luce della Spiaggia”), nel Nord Europa detta Litha, festa che celebra il Solstizio d’Estate e che, per approssimazione, fin dai tempi dei Romani viene convenzionalmente festeggiata il 25 Giugno. È il giorno più lungo dell’anno, in esso il sole raggiunge il suo zenith e apre le “soglie della Terra” o “Porta degli Heroi” esotericamente deputata alla salita al cielo delle Anime elette, cosi come il suo opposto il Solstizio d’Inverno (Alban Arthuan), rappresenta le “soglie del Cielo” o “Porta degli Dèi”, giorno in cui le porte si aprono per far discendere sulla Terra la nascita di numerosi Dèi della Luce e con essi inondare l’umanità delle energie più elevate). In quel giorno il sole trionfa nel cielo. Le antiche tradizioni celtiche collegavano anche questo periodo dell’anno con l’apertura di varchi tra i mondi, tali da permettere una più facile comunicazione diretta fra visibile e invisibile.

I rituali celtici per questo evento si svolgevano tradizionalmente all’aperto o nei boschi, con giochi, cibo, bevande, canti danze e un grande falò. A tale data dell’anno i campi sono colmi di raccolti maturi, la vegetazione è fitta e lussureggiante, la Natura Madre è al culmine della sua generosità: per questo Alban Heruin è la festa della fruttificazione, della maturazione dei frutti, della prosperità.
Per i Druidi questo era il giorno ideale per la raccolta delle erbe, per le divinazioni e per i piccoli e grandi riti protettivi legati all’elemento fuoco.

Nelle tradizioni di tutta l’antica Europa precristiana le giornate solstiziali erano sacre e ancora oggi ciò si riflette in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, al 24 giugno e al 24 (oggi 27) dicembre, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la festività di San Giovanni Battista e di San Giovanni Apostolo.
Nel Solstizio d’Estate, il massimo della Luce appare sfavillante nel suo fulgore, ma col suo calare di intensità compaiono le prime ombre che, anziché cancellare, contribuiscono ad evidenziare gli aspetti meno appariscenti del Mondo.
“Che la Luce del Solstizio d’Estate possa infondere nei nostri cuori il desiderio di realizzare a pieno la Fratellanza Umana, nello spirito della Tolleranza, della Umiltà
e della Compassione.”
Loup nt’la raisura
